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I possibili effetti del Carbon Border Adjustment Mechanism sul settore marittimo - Newsletter Assagenti

Data di pubblicazione
21 January 2026
Aree di competenza
Ambiente

Sulla Newsletter di Assagenti di Dicembre l’Avv. Tommaso Pala analizza il Regolamento (UE) n. 956/2023, successivamente modificato dal Regolamento (UE) n. 2083/2025 (entrato in vigore il 20.10.2025), con il quale è stato istituito il c.d. “Carbon Border Adjustment Mechanism” (CBAM), avente il duplice scopo di ridurre le emissioni di CO2 e proteggere l’economia dei Paesi UE. In estrema sintesi il sistema mira garantire che le merci importate nell’UE riflettano un costo delle emissioni di CO2 equivalente a quello sostenuto dai produttori europei.

Al momento, tale misura riguarda i prodotti provenienti da settori ad alta intensità energetica, quali ferro, acciaio, cemento, alluminio, fertilizzanti e idrogeno, motivo per cui tutti gli importatori UE che hanno intenzione di importare i suddetti materiali da Paesi extra-UE - al di sopra di una “soglia minima di importazione” - dovranno fare i conti con l’applicazione di questa nuova tassa che, inevitabilmente, comporterà un aumento dei prezzi della merce sui rispettivi mercati.

Per il settore marittimo il CBAM potrebbe comportare un cambiamento nei flussi commerciali e nelle rotte marittime, impattare sul costo dei noli e causare un aumento dei costi delle materie prime utilizzate dai cantieri navali.

Assagenti Dicembre.pdf