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Ship-recycling ad un anno dall’entrata in vigore della Convenzione di Hong Kong del 2009

Data di pubblicazione
13 July 2026

 Sulla Newsletter di Assagenti di Giugno l’Avv. Alberto Bregante analizza lo stato dell’arte in materia di ship-recycling ad un anno dall’entrata in vigore della Hong Kong International Convention for the Safe and Environmentally Sound Recycling of Ships
La Convenzione è stata ratificata da 32 paesi, fra i quali alcuni importanti stati bandiera nonché i principali Recycling States (Bangladesh, India, Pakistan e Turchia). 
Per quanto riguarda i cantieri, invece, quelli ufficialmente autorizzati ad operare ai sensi della Convenzione sono 56 in totale – dei quali 19 in Turchia e 17 in Bangladesh – a fronte dei 41 impianti inclusi nell’ultimo aggiornamento dell’Elenco di cui all’art. 16 del Reg. UE n. 1257/2013; 
Restano ancora diverse questioni aperte quali l’inclusione nell’Elenco europeo di cantieri situati in Asia meridionale, ed il coordinamento non solo tra la normativa internazionale ed europea che regola nello specifico le demolizioni navali, ma anche tra quest’ultima disciplina e la normativa, sia internazionale che comunitaria, in ambito di traffico transfrontaliero di rifiuti. 
Con riferimento a quest’ultima problematica si rammenta che nel novembre 2024 l’IMO ha invitato i Paesi contraenti sia la Convenzione di Hong Kong che quella di Basilea del 1989 sul traffico transfrontaliero di rifiuti a valutare la possibilità di scegliere di applicare alle navi destinate al riciclaggio sola la prima delle due convenzioni e non anche la seconda, ai sensi di quanto previsto dall’art. 11 della Convenzione di Basilea. Mentre alcune Non-Governamental Organization, da un lato, e le associazioni armatoriali, dall’altro lato, esprimono pareri contrastanti al riguardo, la questione resta ancora aperta, non essendo stata raggiunta un’intesa tra i Paesi contraenti la Convenzione di Basilea, con i rischi che l’incertezza del diritto comporta. 
Nell’attesa di una soluzione al problema, si continua a guardare con attenzione all’approccio che le varie autorità nazionali adottano nel garantire l’applicazione delle predette normative, avendo a mente le più recenti decisioni giurisprudenziali di condanna, in sede civile ma talvolta con risvolti anche sul piano penale, per pratiche di demolizione navale in violazione delle regole inerenti il movimento internazionale di rifiuti. 

Assagenti Giugno 2026.pdf